mercoledì 27 gennaio 2021

Sant'Alberto

 Via del Pigneto, 46 Tel. 06 7013827


Al posto del glorioso Primo per sfruttarne la posizione, il karma e soprattutto gli arredi trendy, Sant'Alberto, proclamato santo protettore dei pizzaioli, proprietà diffusa, prepara pizza con 3 tipi di impasto (romano, napoletano, napoletano integrale), gli ultimi 2 sono curiosamente maggiorati di 1 euro. Camerieri molto marketing. Prezzi delle pizze moderati, non così si può dire per gli antipasti (rivedibili) e le bevande, con birre solo artigianali che partono da 4,50 euro la 0,3 e vini in bottiglia da 15 euro. Impasti leggeri, specie quelli sottili ma condimenti così così, in particolare un prosciutto crudo salatissimo. Servizio zelante ma distratto, locale da consigliare solo per prendere una pizza in un locale più elegante, con musica jazz in sottofondo.

venerdì 7 settembre 2018

Fualdè L'Assaggio

via delle cave fiscali, 7b - Tel 0664490340
Prima dei recenti sviluppi etnico eclettici, la ristorazione romana si basava su due grandi categorie: le trattorie del quinto quarto, ovviamente, e i ristoranti di quartiere. Fualdè è erede di quest'ultima tradizione,  con un ristorante storico, senza assaggio nel nome, nel quartiere Trieste e il trasferimento in un punto piuttosto nascosto, e ostico ai navigatori satellitari, vicino a piazzale Ionio. Servizio colloquiale, clientela affezionata, rotazione dei piatti e cucina tradizionale sono le caratteristiche tipiche di questo tipo di ristoranti. Di questo in particolare, tanto da entrare nel nome, è la proposta di tre assaggi giornalieri di antipasti, primi e secondi oltre alla carta. I piatti sono quelli della tradizione di Roma, oppure di pesce e una scelta di prodotti freschi, per un'esperienza molto familiare e confortevole sebbene non memorabile. Conto non economicissimo, con gli antipasti assortiti a 12 euro, i primi da 10 a 12, i secondi sopra i venti. Carta dei vini piuttosto ampia.

venerdì 1 giugno 2018

Pizzarium Bonci

via della Meloria, 43
Non si può negare che Gabriele Bonci abbia rivoluzionato il panorama della pizza al taglio a Roma. Anche per questo andare a Pizzarium si rivela una sorta di pellegrinaggio. La conferma si vede se si ha la fortuna di trovare presente il gigantesco titolare: tanti clienti vogliono conoscerlo o stringergli
la mano. Gran parte dei clienti è occasionale. Il posto è su tutte le guide, l'inglese è stampato sui
cartelli e parlato dai commessi, d'altra parte essere clienti abituali richiede la disponibilità a
pagare un conto doppio o triplo rispetto alle altre pizzerie di Roma e a fare una notevole fila all'ora
di punta.
I sostenitori di Bonci ricordano che gli ingredienti sono di prima qualità e le pizze "classiche"
costano non troppo di più. Ma sono pochi quelli che vanno da Bonci e prendono la pizza bianca.
Per la visita al santuario di San Gabriele abbiamo scelto una tradizionale, margherita (16,50 all'etto)
e la più cara, patate, culatello e burrata (36 euro all'etto).
Impasto croccante e leggero, guarnizioni ottime, per un conto che ha superato i 10 euro a testa,
bevande escluse.
Lo stesso schema di prezzi delle pizze si ripete per i fritti (da 1,50 del supplì semplice si sale fino
a 4), per il pane (da poco meno di 4 fino a 8 al kg.) e, meno motivatamente, per le bevande, che
comprendono inevitabilmente il salotto buono delle bibite e delle birre artigianali.

mercoledì 2 maggio 2018

La Cantinetta da Gianfranco - Piglio

Gricia al tartufo, un classico della casa
Antipasto misto
via Costa Fredda, 2
Al Piglio, nonostante la fama del suo Cesanese, non è scontato riuscire a mangiare fuori stagione e nei giorni feriali, poiché spesso i ristoranti aprono solo su prenotazione.
La cantinetta di Gianfranco, trovato aperto in un venerdì di aprile a pranzo, è uno dei più affidabili.
Una volta risolta l'alea sull'apertura, il resto è esattamente come ve lo aspettereste. Gestione familiare, due sale con arredamento rustico, una evitabile tv accesa, cesanese della casa per accompagnare la cucina rustica ciociara. L'antipasto è misto e fisso, prevalgono i salumi (8 euro), i primi e i secondi sono a voce, tradizionali, qualche piatto di cacciagione e grigliate. Dolci rustici e amaro sono offerti, persino uno sconto sull'arrotondamento, un locale da cui si esce tutto sommato contenti.

giovedì 22 marzo 2018

Hanh restaurant - Huè

11 Pho Duc Chinh, Hue
Esterno
Huè è una città piuttosto ordinata, per gli standard del Vietnam: la cittadella a nord del fiume, la
zona turistica a sud. Questa a sua volta ha la zona dei grandi alberghi e quella dei backpackers. Per
mangiare, posti a centinaia. Ma sorprendemente c'è un posto che viene citato da tutti: Hanh restaurant, lodato entusiasticamente sulle guide cartacee come su tripadvisor e segnato nelle mappe
Banh beo
Nem lui


Banh khoai

fornite dagli alberghi o proposto dai moto-taxisti.
E' un ristorante piuttosto spartano, con una specie di veranda coperta che dà sulla strada, alta
concentrazione di tavoli di legno e sedie di plastica. Servizio sbrigativo, solito menu plastificato
con molte pagine, ma quasi inevitabile la scelta del menu  degustazione a 120 mila dong (4-5 euro a
seconda del cambio) per cinque portate, le più tipiche della cucina di Huè.
Kem flant
Banh Beo, banh khoai, nem lui, banh uot thit nuong, nem ran, in quantità ridotta rispetto alle portate
ordinate alla carta, sono superiori alle versioni che si trovano nella maggior parte dei ristoranti per
turisti, come testimoniano anche i molti clienti del posto. L'ambiente, il servizio sbrigativo, la
birra in lattina, ne fanno un'esperienza piuttosto sofferta, che consiglia per la sera dopo di cercare
il piatto che è piaciuto di più in un posto un po' più accogliente.

martedì 19 dicembre 2017

The British Corner

Via del Pigneto 112 - 06 8916 0967
Le sale da tè a Roma non hanno avuto mai vita facile, dal leggendario (anche e soprattutto per i prezzi fuori scala) Babington's in giù.
Del resto il tè è una bevanda che ha un numero relativamente ristretto di estimatori, almeno fuori di casa, una fascia oraria di consumo specifica e una stagionalità puntata sui mesi freddi.
The British Corner ha buone possibilità di invertire questa tendenza, sia perché si trova in un quartiere dove ci sono molti locali, sebbene il punto preciso dove si trova è un po' nascosto, sia perché è ben visibile la passione dei proprietari che, in uno spazio piuttosto piccolo su due piani hanno creato un posto molto caldo e accogliente con molti pezzi unici di arredamento e porcellane. Il tè (bustina o miscela sfusa) parte da 3 euro a tea pot, 4,50 gli scones e le torte all'inglese, 3 euro gli assortimenti di biscotti al burro.
E poiché non si vive di solo té, ci sono anche birre e vini al calice e qualche piatto salato (non molto inglese) come hot dog o salumi e formaggi misti. 

venerdì 1 dicembre 2017

El imperio inca

Largo Pannonia 17 - Tel. 0689016955
Malgrado il successo planetario della cucina peruviana a livello di stelle gastronomiche dei vari Gaston Acurio e le contaminazioni fusion del ceviche, dalle nostre parti il ristorante peruviano è confinato nel format del locale con molti coperti, arredamento folkloristico-kitsch, musica andina (o al limite salsa) ad alto volume, prezzi contenuti, porzioni pantagrueliche e quasi sempre un frigo con inca kola e altre bevande simili in bella mostra.
El imperio inca non sfugge alla categoria ma è tra i più rinomati nonché quelli in cui le materie prime provenienti dalla madre patria si sentono di più. Un dehors per l'estate e un entrata con bancone e pochi tavoli nascondono la sorpresa della sala interrata con un centinaio, ad occhio, di coperti, palco e spazio libero per ballare. Una coppa di sangria con snack di mais secco sono serviti come benvenuto. Nel menu ci sono tutti i classici della cucina peruviana: antipasti 5 euro,


Ceviche mixto e arroz chaufa de mariscos

Seco de cordero

Antipasto misto: tamal, papa alla huancaina, causa rellena, anticuchos, platano e yuca frita
eccetto ceviche di pesce (10 euro) o ceviche misto (13 euro), anticuchos (9 euro) o antipasto misto (10 euro). I piatti principali vanno da 10 a 15 euro.