lunedì 16 maggio 2016

Ambasciata Orsarese - Foggia

Via Tenente Iorio, 53 - Tel . 0881 740204
In un'epoca in cui i ristoranti sembrano fatti con lo stampino, stessi menu e stessi arredamenti ideati dagli stessi studi di architettura, è un piacere entrare in locali unici nel loro genere, perché sono il risultato negli anni delle personali idee dei vari proprietari.
A questa seconda categoria appartiene l'Ambasciata orsarese.
All'inizio, in passato,  proponeva la sostanziosa cucina di Orsara, nella parte montuosa della provincia combinata con i prodotti della fiorente agricoltura del tavoliere in un menu fisso molto abbondante, in cui almeno vino e pane erano prodotti direttamente dalla famiglia.
Con il passaggio di gestione di padre in figlio, c'è stata una curiosa ibridazione.
Dal punto di vista dell'ambientazione, una bicicletta appesa sul soffitto è comparsa in una delle due sale, in mezzo alle tovaglie damascate, ai pesanti mobili anni '50 su cui sono appoggiate vecchie bottiglie e al vecchio chitarrista, verosimilmente di famiglia, che "allieta" l'atmosfera con repertorio di musica leggera italiana.
E nel menu fisso, in cui le porzioni sono talvolta ridotte, a fianco ai piatti tradizionali sono comparsi altri di ispirazione più creativa.
Ad esempio, il giorno che siamo andati noi, un lunedì a pranzo, assieme a piatti tradizionali come il baccalà, fave e cicoria, verdure sottaceto, torcinelli e paccanelli, pancotto con salsiccia, sono arrivati parmigiana di borragine, fiore di zucca ripieno, tartufo nero con uovo di quaglia, cavatelli asparagi, finocchietto e funghi cardoncelli.
L'ordine di arrivo dei piatti, e anche l'intervallo, apparentemente casuali, in realtà sembrano dipendere da quello che c'è da servire agli altri tavoli.
Nei dolci, che quel giorno erano Babà panna e fragole, torta al cioccolato e biscotto di pasta frolla con canditi, la creatività ha evidentemente molta strada da fare. In generale i piatti tradizionali si fanno ancora preferire.
Le bevande invece sono ancora quelle di una volta: il vino orsarese senza etichetta, caffè orgogliosamente fatto con la moka, liquori fatti in casa con bottiglia lasciata sul tavolo.
Il conto è stato di 25 euro a testa, tutto compreso, per un'esperienza seppur non impeccabile, comunque interessante.
Fave e cicoria

Carciofo ripieno

Cavatelli asparagi, finocchietto e funghi cardoncelli

Tartufo nero fresco garganico con uovo di quaglia

Biscotti di pasta frolla con canditi

martedì 10 maggio 2016

Parco Statella - Randazzo

Via Montelaguardia 2/s - Tel. 0957 993314

Randazzo è zona gastronomicamente fortunata. Per accorgersene basta entrare in una macelleria (dove si vendono anche salumi e formaggi) o assaggiare i vini della zona.
Tanta ricchezza gastronomica, dovuta alla fertilità delle terre vulcaniche, si esprime anche negli agriturismi, strategicamente situati a pochi chilometri dalla cittadina sia sulle strade che portano sulla costa, sia su quelle che aggirano l'Etna.

Parco Statella si trova appena fuori Randazzo in direzione di Linguaglossa, in un bellissimo ambiente, belli sia i dintorni che la parte alberghiera del complesso. Anche la sala da pranzo è molto accogliente e curata. Il menu fisso è quello che si trova di solito negli agriturismi, con molti assaggi di antipasti, più curati di quelli che si vedono di solito, e due primi, l'ottima zuppa di porcini e gli inevitabili maccheroni con ragù di maialino dei Nebrodi, un secondo di carne alla brace, dolce, caffè e bevande. Il menu risente molto della stagionalità, specialmente per le verdure. Per carne, salumi, formaggi, si affidano alle aziende della zona. In alcuni casi, come il caffè in cialde o i cannoli mignon da pasticceria come dessert, c'è la sensazione che si potrebbe osare di più. Il conto è di 28 euro per il menu completo, 23 se si salta il secondo. Ci si alza comunque soddisfatti.



Gelatina

Ricotta fritta con confettura di fragola e granella di mandorle
Zuppa di porcini

mercoledì 4 maggio 2016

Bitch

Via Ascoli Piceno, 33
Accompagnato da un successo su tripadvisor fin troppo sorprendente, siamo andati a provare questo Bitch, sottotitolo: le zoccolette del pigneto.
Un po' fuori mano rispetto all'isola pedonale, proprio davanti alla moschea, bisogna conoscerlo e andarci apposta (ecco forse perché tripadvisor).
Vende solo palline di pizza fritta con condimento (ma qui l'inglese topping rende molto meglio l'idea) dolce o salato. Nutella e zucchero a velo (3,50 euro) oppure, per il salato, pomodoro e mozzarella, greco (tzatziki), indiano (curry), messicano (chili) o cheddar e bacon (da 4 a 4,50 euro). Altri condimenti più elaborati sono allo studio. Frigorifero con buona scelta di birre e bibite. Locale piccolo e seminterrato con arredamento shabby. Servizio al banco in stoviglie usa e getta. L'impasto in sè non è memorabile, abbiamo provato il bacon e cheddar, dove il cheddar non sembrava tale, e il classico con la nutella, senza sussulti. Non è una cena, non è neanche un aperitivo, visto che la location non regge il confronto con i tavolini all'aperto dell'isola pedonale, si può prendere in considerazione come spuntino (non veloce perché comunque c'è un po' da attendere) da improvvisa  fame, chimica e non.

venerdì 22 aprile 2016

Sapori e parole

Via Appia Nuova, 147 - Tel. 06 88652315
Bar, pasticceria, pranzo a buffet, aperitivo e ristorante, vicino a  piazza Re di Roma, ha probabilmente il suo punto forte nella posizione e nel cortiletto interno silenzioso, anche se un po' angusto, riparato dai rumori della zona e nascosto in un palazzone tipico del quartiere. L'aperitivo a buffet a 8 euro per bevanda e piattino è consigliabile solo per chi ha grossa fame perché la temperatura di servizio e i sapori non sono proprio impeccabili. Anche la sostituzione delle portate nel buffet (pizzette, verdure, affettati e poco altro) non è molto veloce. Servizio cordiale ma lentissimo.

lunedì 4 aprile 2016

Forno senza nome del ghetto

via del portico d'ottavia, 1
In realtà di nomi ne ha tanti, alcuni indicibili, dati dai molti clienti che negli anni ci sono passati, tornati o venuti apposta, anche ora che al ghetto c'è un locale gastronomico praticamente a ogni porta.
I prodotti in vendita sono pochi: la crostata di visciole, molto richiesta,  altri biscotti da forno poco invitanti, che in genere si trovano nel bancone a destra. Poi i semi di zucca o bruscolini, niente a che vedere con quelli molto asettici che si trovano di solito.
Ma il prodotto di punta è la cosiddetta pizza, un panetto morbido ripieno di praticamente ogni tipo di frutta secca. Non fatevi ingannare dalle dimensioni: uno costituisce un pasto completo per una persona, con una quantità di calorie esagerata. D'altra parte è così buono che difficilmente riuscirete a fermarvi prima di averlo finito. Chiedete quelli poco cotti: non illudetevi, poco cotti sono quelli che sono bruciati solo sotto. Comunque non si offendono se li chiedete "non bruciati" o se indicate direttamente l'esemplare che avete scelto. Meglio soldi spiccioli, anche perché il resto è sempre un'incognita. Costa dai 3 ai 4 euro, difficile dire il prezzo al chilo perché la pesatura è l'unico gesto frenetico in un servizio altrimenti più che flemmatico.

osteria del rione


Via Basento, 20 - Tel. 06 8551057
A Roma capita, ed è piuttosto curioso, che l'assenza di novità nei ristoranti sia premiata dal successo di pubblico tanto o anche più della novità.
Esiste infatti un gran numero di trattorie in cui trovare fatalmente sale rustiche e alla mano, il vino verace in brocca, il padrone metà burbero e metà ilare, le cacio e pepe e amatriciana, i saltimbocca alla romana e la cicoria ripassata.
L'osteria del rione è uno di questi locali. Sala da una trentina di coperti, prezzi chiari e ben esposti: 6 euro i primi, 7 i secondi, 3 i contorni e i dolci. Oppure un menu che comprende antipasti,  tre assaggi di primi, grigliata mista, acqua, vino, caffè e la strana grappa con l'uva passa a 20 euro.
Dal punto di vista dei sapori, non direi che valga la pena di venirci da lontano. Ma se vi trovate in zona piazza quadrata e andate in cerca di quella tipologia allora l'osteria del rione la soddisfa in pieno, anche nel nome.

mercoledì 2 marzo 2016

La Focaccia


via Gallarate, 5b
Situato in quella specie di terra di nessuno tra ponte Casilino e piazza Lodi, che spesso inghiotte le attività commerciali, la focaccia, nota anche come focacciotto, dalla sua specialità di punta, oggetto di un piccolo culto, al contrario addirittura raddoppia. Infatti oltre al locale della pizza, ha aperto due porte più in là quello delle birre artigianali. Il negozio di targhe che si trova in mezzo non ha evidentemente agevolato soluzioni più pratiche.

Se si è andati per il focacciotto, si ordina e si paga nel locale della pizza e poi ci si può sedere nella birreria dove viene servito tagliato in 4 parti su una tavoletta e senza posate.
Il focacciotto è una specie di pizza piuttosto piccola con impasto alla napoletana, con grosso bordo (che qualcuno chiama cornicione). 
Probabilmente ne bastano due per un pasto completo, ma dipende certo da quanto bordo mangiate normalmente. Se non vi piace il bordo probabilmente non amerete il focacciotto.
I condimenti sono vari e fantasiosi: amatriciana, salmone e porcini, lardo e provola, melanzane e ricotta salata, purtroppo la parte condita è piccola. Il prezzo di tutti i focacciotti è 3 euro.
Le birre artigianali alla spina saranno anche apprezzate dagli appassionati e vendute a prezzi onesti (4 euro la media) ma contribuiscono a far lievitare il conto.
La pizza al taglio ha un impasto molto soffice e leggero, buoni condimenti e il ragguardevole prezzo di 16 euro al kg.