giovedì 10 agosto 2017

Cicchetti e ombre in Veneto

In Veneto se ci si siede a un ristorante tradizionale normalmente ci si alza soddisfatti.
Ma se si cerca un'altra opzione, uno spuntino con un bicchiere di vino (che da quelle parti si chiamano rispettivamente cicchetto oppure spunciotto e ombra), ecco alcuni suggerimenti.
Per tutti i posti sotto elencati vale una regola generale: il cibo tende a finire in fretta nel corso della giornata, quindi più presto si va, più varietà si trova.
A Treviso: 
Osteria Trevisi, vicolo Trevisi, 6
 A due passi da piazza dei Signori un posto molto alla mano, tenuto da un ex rugbista (dalla stazza è facile indovinare il ruolo),  atmosfera simpatica, cicchetti sui 2 euro, il pezzo forte è il baccalà mantecato o alla vicentina con polenta.

Osteria Trevisi - Baccalà con polenta

Muscoli's - via Pescheria, 23
Con vista sulla Pescheria, posizione perfetta per le belle giornate. E' anche ristorante negli orari di pranzo e cena, ma fuori orario serve soprattutto panini con salumi affettati al momento, porchetta o prosciutto cotto, e garanzia anche di trovare qualcosa anche tarda sera.


Muscoli's - Panini con porchetta e prosciutto cotto affumicato
A Cittadella:
Bar Centrale, via Roma, 20
Avete presente l'Autostazione, in centro, quel locale sempre pieno di folla? Andate dall'altra parte della strada e troverete un bar incredibile, una reliquia di almeno trenta-quarant'anni fa,  che il Dio dei bar ce lo conservi a lungo. Dietro l'anziano barista, cattura l'attenzione il pentolone con sopra scritto folpi, ma c'è anche la vetrina con fritti e marinati di mare. Si può mangiare seduti nella lunga sala demodè in fondo, almeno fino alle 8 di sera, quando il bar chiude.

Folpo del bar centrale


Osteria, al teson, Stradella del Tezzon 19
Locale un po' nascosto ma molto di atmosfera, gestore appassionato, soprattutto piatti freddi, ma   affettati e formaggi di qualità.

 A Chioggia:
Caneva cafè, Riva Vena 1277
Sul canale della Vena, dove Chioggia ricorda di più Venezia, un bar che fa anche cicchetti di pesce. Una lavagna promette "a partire da 1 euro". Forse i più interessanti costano qualcosa in più, ma l'assortimento è buono, il dehors direttamente sul canale è bellissimo, se si ha la fortuna di trovare posto, e si va via comunque contenti.
Caneva cafè, gamberi in saor e polpetta di pesce

venerdì 4 agosto 2017

La Paranza - Taranto

E' sorprendente, considerando quanta gente a Taranto sia disposta a raccontare la storia dei citri, fiumi sotterranei che scorrono dalle Murge e sfociano nel mar Piccolo, miscelando acqua dolce all'acqua salata e fornendo così un ambiente perfetto per l'allevamento delle cozze, che il tipo di ristorante più diffuso siano le focaccerie - puccerie -pizzerie, seguite a ruota dai locali di carne alla brace.
I non molti ristoranti di pesce peraltro sono circondati di cattiva fama per quanto riguarda il conto o il peso del pesce. E quindi facendo un rapido giro della città, "la paranza" si presenta come una delle scelte più affidabili . E' nel posto giusto, sull'isola che costituisce il centro storico di Taranto, affacciata sul mar Piccolo. I prezzi, esposti fuori dal locale, sono abbordabili. Arredamento di eleganza un po' incogrua, personale un po' sovradimensionato, porzioni abbondanti. L'antipasto misto è quasi un menu degustazione, variato e con qualche idea creativa (Pesce spada marinato all’arancia,  Baccalà pastellato, Calamari al kiwi,  Polipetti affogati con polenta). Primi e secondi non molto fantasiosi, vino a partire da 12 euro, conto che lascia contenti.
Zuppa di cozze

giovedì 18 maggio 2017

L'aperitivo più economico d'Italia

Chiaramente non c'è la controprova, ma considerate che tutto quello che c'è in foto, servito al tavolo, è costato un euro.




Se conoscete un posto più economico (o anche altrettanto o poco meno economico) fatecelo sapere.
Tutto ciò al bar The Cube, Largo Umberto I a Castellaneta (Ta) ad aprile del 2017.


lunedì 6 febbraio 2017

Amok - Siem Reap

Street 9 (the lane)
Siem Reap è tappa importante nel banana pancake tour, essendo il punto di partenza per visitare i templi di Angkor. Le sue strade quindi sono piene di servizi come nessuna città in Cambogia.
Discover Cambodia
Anche per mangiare ci sono ristoranti di tutti i tipi e per tutte le tasche. Si può fare una eccellente cena completa anche servendosi alle ricchissime bancarelle di street food (insetti a parte, quelli sono più che altro per le foto dei turisti).
Solo un tris di sorbetti, sia pure esotici
Volendosi trattare meglio si può provare il cambodian BBQ, una sorta di bourguignonne con verdure e noodles che cuociono nell'acqua mentre un assortimento di pezzi di carne (per i curiosi ci sono coccodrillo, squalo, rana o canguro) possono essere grigliate sulla parte asciutta della pentola. O meglio l'Amok, che è il piatto nazionale khmer e anche un ristorante piuttosto curato, con un piatto degustazione di quattro Amok differenti (12 dollari) oppure il piatto discover Cambodia (15 dollari) con zuppa di pollo, amok di pesce, insalata di Papaya, riso e tris di sorbetti. Piatti singoli a 7-8 dollari. Da bere, a parte la leggendaria birra alla spina a 0,50 dollari, biglietto da visita della Cambogia, c'è una carta dei vini, soprattutto bottiglie australiane, che possono più che raddoppiare il costo della cena.

martedì 31 gennaio 2017

Kat's kitchen - Chiang Mai

17, Ratchamanka Rd
A Chiang Mai non è certo un problema mangiare e bere con poco, ma questo ristorante in una strada vicinissima a Tha Pae ma piuttosto tranquilla, con un gruppo di simpatiche signore a servire ai tavoli, anche se i proprietari sono due farang,  ha anche i giusti livelli di cortesia, tranquillità e volume ed è quindi molto frequentato dai long time residents.
Koi soi
Aperto da colazione a cena, presenta un menu esteso in cui non mancano i tipici piatti di Chiang Mai e della Thailandia: Pad Thai, Koi Soi, Papaya Salad.
Papaya salad
Di tutti i piatti chiedono se spicy: rispondete di sì solo se  molto convinti.
Da bere le consuete birre thailandesi (Chang o Leo 90 baht), succhi di frutta fresca e, per i temerari, vino al bicchiere.

giovedì 26 gennaio 2017

Dim Sum - Hong Kong

Nathon Road, 81, Kowloon, Hong Kong
Se si va a Hong Kong bisogna assaggiare il Dim Sum, una serie di piccole porzioni di piatti (ravioli, involtini, stufati) accompagnati da tè,che si mangiano a colazione o a pranzo, qualcuno le paragona a una versione cinese delle tapas. Per non trovarsi in un locale per turisti, meglio allontanarsi da Victoria e dirigersi almeno a Kowloon.
Se ci si allontana di più si possono trovare posti ancora più autentici, dove però non si parla inglese e non sapreste bene cosa ordinare.
Il locale senza nome all'inizio di Nathon Road, è una giusta via di mezzo. I clienti sono principalmente cinesi, ma il menu illustrato con spiegazione in inglese dimostra che qualche straniero prima di voi deve esserci passato.
Il menu prevede una trentina di piatti. 2-3 piatti bastano per un pasto completo (e chi va in gruppo può assaggiare più cose). Per ordinare bisogna compilare il foglietto con numeri e caselle che viene portato assieme al menu.
A pranzo i prezzi vanno da 15 a 25 dollari di Hong Kong, più il te a 6 dollari.
La sera i prezzi crescono e per una versione più ridotta del menu i piatti sono tutti sui 30-35 dollari e il tè sale a 10.
Dim Sum: ravioli di Shangai, ravioli trasparenti e dumpling bicolori

mercoledì 7 dicembre 2016

Kalapà

Via Ascoli Piceno, 17a - tel. 06 83081997
Una decina di anni fa, agli albori della scoperta del Pigneto come quartiere di movida, Kalapà era di fatto l'unico locale dove si poteva mangiare qualcosa di caldo senza sedersi al ristorante, e capitava spesso di non trovare neanche uno spuntone di tavolino dove appoggiarsi e dover mangiare in piedi o sul marciapiede fuori al locale. Oggi che un po' di sana concorrenza è arrivata nel quartiere, ci si siede molto più facilmente.
Piatto souvlaki (ma non ditelo a un greco)
Un fast food greco, nel senso che si ordina al banco da un menù e dopo una decina di minuti si va a prendere il proprio ordine. Il menu dovrebbe richiamare la cucina greca, di fatto i piatti principali sono le patate ripiene (quelle che gli americani chiamano baked potato e i turchi kumpir) guarnite con una ventina di topping (intorno ai 5 euro) e il piatto souvlaki (6,80),  con due minispiedini lontani parenti dei souvlaki  con contorno di tzatziki, patate fritte e pita (il menu dice insalata greca, ma abbiamo visto solo qualche pezzo di lattuga).
Leggermente più greca è la lista degli antipasti, mentre nei dessert lo yogurt greco, anche qui con i vari topping, la fa da padrone. Nelle bevande, onesto ricarico sulle birre,  mentre la retsina da mezzo litro (4,50) è per chi non si vuole proprio far mancare nulla dei ricordi greci. Qualità andante, opzioni vegan, stoviglie usa e getta, porzioni non troppo generose per un conto che supera difficilmente i dieci euro.